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Il grande faggio di Baudinet

e002f09Una mattina di alcuni anni fa ho ricevuto una mail alquanto singolare da una persona fino ad allora a me sconosciuta. Ho scoperto più tardi che Tiziano, questo il nome del mittente, era un personaggio davvero interessante, un (ri)cercatore e un appassionato di alberi. Uno scrittore di alberi, autore di numerose pubblicazioni.
Mi chiedeva se, con il mio lavoro di guida, fossi a conoscenza di alberi monumentali, o presunti tali, da segnalargli.
Presi tempo, di sicuro di piante maestose ne avevo viste, molte le avevo anche fotografate, ma avrei dovuto scavare un po’ nel mio database fotografico e nella mia memoria per poter compilare una lista. Ho anche chiesto in giro a qualche conoscente esperto botanico.

Alla fine una lista uscì fuori e gliela inviai, corredata dove possibile dalle relative fotografie. Non passò molto tempo per ricevere i ringraziamenti di rito ed un altra richiesta: “Protesti mica accompagnarmi al grande faggio di Baudinet?”.


La risposta fu ovviamente affermativa e organizzammo la passeggiata per raggiungere la pianta di cui gli avevo parlato.
Anche un cacciatore di alberi come Tiziano, questo il suo nome, rimase affascinato dal faggio: le sue ragguardevoli ragguardevoli dimensioni (750cm nel punto più stretto della ceppaia) erano già fuori dal comune; ma ancor più straordinaria era la sua posizione, isolato in cima ad un cocuzzolo prativo, con la chioma libera di espandersi in tutte le direzioni.

Purtroppo l’abbandono della montagna sta trasformando il pendio prativo che adduce al faggio: una miriade di piccoli frassini sta crescendo tra l’erba, e non ci vorrà molto perché il bosco copra alla vista lo spettacolo offerto dalla chioma del grande faggio.
Finché questo non accadrà, dunque, la raccomandazione è di approfittarne ed andarlo ad ammirare.


Sono molte le possibilità per raggiungerlo, e il consiglio è di leggere le poche righe seguenti con una cartina sotto il naso, visto il dedalo di strade, piste e sentieri.
La via più comoda è da borgata Fiolera, presso Vigna, in Valle Pesio. Ottima anche da percorrere con le ciaspole (sempre con le dovute verifiche dello stato del manto nevoso). Andando in direzione dei Tetti Manasseri si imbocca la sterrata che prosegue diritta presso un tornante. Già questo accesso presenta due varianti: si può svoltare a sinistra al bivio per Tetti Castel, poi salire a Tetti Barril e Baudinet; oppure si può seguire la sterrata fino al suo termine, dove si svolta a sinistra su una comoda pista forestale e si raggiungono i Tetti Baudinet (circa un’ora in tutto). Il faggio si trova qualche decina di metri a monte delle poche abitazioni rurali.

Chi vuole compiere passeggiate più lunghe, può partire da San Bartolomeo di Chiusa di Pesio. Qui, alle spalle dell’Albergo Valle Pesio, si segue la strada (prima asfaltata, poi sterrata) che tocca le borgate Cavalet, Burdei e Colletto. A Colletto un comodo sentiero a mezzacosta si allunga verso est fino a raggiungere la fine della sterrata menzionata nell’accesso da Fiolera, da dove si procede per Baudinet (circa 2:30 ore).
I camminatori un poco più allenati possono seguire la “Via delle Borgate”: la partenza è presso il Colle del Morté, dove un comodo sentiero di crinale conduce fino alla Cappella dell’Olocco (altro punto raggiungibile in auto da Vigna). Da qui si toccano i Tetti (alcuni abbandonati) Fuggin, Nonetta, Biroe, Castel, Barril ed infine Baudinet (circa 3:15 ore).
Ah, quasi dimenticavo: per gli appassionati di alberi il consiglio è di leggere il blog di Tiziano Fratus, www.homoradix.com, dove troverete interessanti notizie e curiosità sul mondo degli alberi.

 Roberto Pockaj,
Accompagnatore naturalistico
www.alpicuneesi.it

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