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C'è spazio per tutti

blog bisDal 23 maggio al 2 giugno c’è la “Settimana dell’Escursionista”. In realtà dura quasi due settimane, ma non ci formalizziamo. E’ un’ottima iniziativa per promuovere le nostre montagne. Piuttosto converrebbe riflettere se sia stata collocata temporalmente nel periodo giusto: a fine maggio i rifugi sono ancora chiusi, molti sentieri sono ancora coperti di neve e in una provincia, dove le montagne giocano un ruolo rilevante nell’ambito turistico, la Settimana dell’Escursionista finirà per guardarle, le montagne, abbastanza da lontano.
Pazienza, meglio che niente! Da buon Accompagnatore Naturalistico supporto l’iniziativa e propongo alcune escursioni guidate nei giorni dell’evento. O meglio, avrei voluto proporre...

Una delle mete che avevo scelto era il Rifugio Manolino, in Val Casotto. Come quasi sempre accade, mi reco a fare un sopralluogo sul sentiero per verificarne le condizioni. E qui incomincia lo stupore...

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La "Balconata" non tradisce mai

Santo Sudario ad Albra 2Ho messo in calendario la prima escursione senza ciaspole in Val Tanaro, perché dopo tanta neve avevo voglia di una piacevole passeggiata al sole e tra i prati. Quasi a tentare di beffarmi, il meteo mi ha riservato l’ennesima nevicata, proprio nel giorno di Pasqua. Ma ero abbastanza confidente: la meta scelta mi metteva al riparo da qualsiasi nevicata di aprile...

E così mi incammino per l’abituale sopralluogo: la partenza è presso la vecchia stazione di Eca– Nasagò, che a molti dirà ben poco. Si trova qualche chilometro prima di Ormea, salendo da Ceva. Ormai abbandonata, come l’intera linea ferroviaria, ha ancora un piccolo spiazzo dove poter lasciare la macchina.Solo qualche metro lungo la statale e, presso una fontana, inizia il sentiero che s’inerpica verso Eca. Si tratta del raccordo che conduce all’inizio del percorso vero e proprio della “Balconata di Ormea”.

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Clima Alpi Cozie

Quintino SellaLe Alpi Cozie rappresentano l’ultima sottosezione orografica alpina posta nei confini amministrativi della provincia di Cuneo, pur estendendosi in realtà dal Colle della Maddalena (1996m) al Colle del Moncenisio (2084m) nel torinese.

Tutte le vallate cuneesi che ad esse fanno riferimento (la sinistra idrografica della Valle Stura e le Valli Grana, Maira, Varaita, Po, Bronda e Infernotto) hanno innanzitutto un orientamento geografico medio da Ovest verso Est e sorgono ormai a debita distanza dal Mar Ligure. Proprio per queste ragioni le precipitazioni annue di questo areale risultano decisamente più modeste rispetto alle sottosezioni precedentemente analizzate (Alpi Liguri e Alpi Marittime, ndr), soprattutto in prossimità delle basse Valli Maira e Varaita, dove non si superano gli 800mm all’anno. Valori un poco superiori pari quota si registrano invece in Valle Grana e Valle Po, grazie ad una maggior piovosità estiva, figlia di temporali di calore più frequenti e intensi. Salendo di altitudine la distribuzione precipitativa media segue un andamento similare, con acmi quindi concentrati nella zona di Castelmagno (1200/1400mm) e di Paesana – Crissolo (1.300/1.500mm)

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Clima Alpi Marittime (2)

Argentera Chiotas blogIn base alla già citata Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino del 2005, le Alpi Marittime si estendono dal Colle di Tenda al Colle della Maddalena, comprendendo in particolare la sinistra idrografica della Valle Vermenagna e la destra idrografica della Valle Stura. Analogamente alle Alpi Liguri poi, rappresentano anch’esse un importante ostacolo orografico per le umide correnti meridionali che spirano in direzione della Pianura Padana, così costrette a condensarsi nel tentativo di oltrepassarle. Ne conseguono allora medie pluviometriche discretamente abbondanti e di poco inferiori ai 2000mm annui, specie sui contrafforti della Rocca dell’Abisso, sul trittico montuoso Gelàs – ClapierMaledìa e sulla serra dell’Argentera, acme altitudinale dell’intera sottosezione con i suoi 3297m di quota.

Leggermente più riparate dal flusso umido per mere questioni geografiche, risultano invece le asperità dell’alta Valle Stura, dove la pluviometria complessiva non supera anche ad alte quote i 1300/1500mm all’anno. Come gran parte dell’arco alpino occidentale, anche questi territori presentano poi una distribuzione precipitativa bimodale, con i picchi maggiori concentrati quindi tra autunno e primavera.

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Il clima delle montagne cuneesi (1)

blog bisLa tripartizione delle Alpi Cuneesi in Liguri, Marittime e Cozie Meridionali (ufficializzata nel 2005 dalla Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino), rispecchia non soltanto un’analoga differenziazione in termini geologici, botanici e culturali, ma evidenzia parimenti una distinzione meteo-climatica importante tra i tre areali. A partire dal presente articolo e per i due successivi allora, tenterò senza presunzione di delinearne le peculiarità più rilevanti, al fine di tratteggiare sommariamente il clima delle nostre montagne.
Le Alpi Liguri, comprese per definizione tra la Bocchetta di Altare e il Colle di Tenda, rappresentano innanzitutto il primo vigoroso ostacolo orografico per le umide correnti marine che sollevandosi nel tentativo di superare tale barriera, qui si condensano originando precipitazioni annue discretamente abbondanti. E sono proprio queste asperità montuose a registrare le medie pluviometriche più elevate dell’intera provincia, insieme ad alcuni crinali delle vicine Alpi Marittime. Pur in mancanza di rilevazioni climatiche attendibili, è verosimile ipotizzare ad esempio che sui massicci montuosi del Saccarello, del Mongioie e del Marguareis (acme altitudinale con i suoi 2651m di quota), scendano ogni anno 1800/2000 millimetri, concentrati soprattutto tra la primavera e l’autunno. Contrariamente a molte altre zone dell’arco alpino centro-occidentale, poi, questi territori risultano abbastanza precipitativi anche durante i mesi invernali, al punto da far registrare medie nivometriche rilevanti già alle quote più basse (250cm a 900/1000m di altitudine, dati Arpa Piemonte).

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