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Il clima delle montagne cuneesi (1)

blog bisLa tripartizione delle Alpi Cuneesi in Liguri, Marittime e Cozie Meridionali (ufficializzata nel 2005 dalla Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino), rispecchia non soltanto un’analoga differenziazione in termini geologici, botanici e culturali, ma evidenzia parimenti una distinzione meteo-climatica importante tra i tre areali. A partire dal presente articolo e per i due successivi allora, tenterò senza presunzione di delinearne le peculiarità più rilevanti, al fine di tratteggiare sommariamente il clima delle nostre montagne.
Le Alpi Liguri, comprese per definizione tra la Bocchetta di Altare e il Colle di Tenda, rappresentano innanzitutto il primo vigoroso ostacolo orografico per le umide correnti marine che sollevandosi nel tentativo di superare tale barriera, qui si condensano originando precipitazioni annue discretamente abbondanti. E sono proprio queste asperità montuose a registrare le medie pluviometriche più elevate dell’intera provincia, insieme ad alcuni crinali delle vicine Alpi Marittime. Pur in mancanza di rilevazioni climatiche attendibili, è verosimile ipotizzare ad esempio che sui massicci montuosi del Saccarello, del Mongioie e del Marguareis (acme altitudinale con i suoi 2651m di quota), scendano ogni anno 1800/2000 millimetri, concentrati soprattutto tra la primavera e l’autunno. Contrariamente a molte altre zone dell’arco alpino centro-occidentale, poi, questi territori risultano abbastanza precipitativi anche durante i mesi invernali, al punto da far registrare medie nivometriche rilevanti già alle quote più basse (250cm a 900/1000m di altitudine, dati Arpa Piemonte).

Non è allora un caso che proprio su queste montagne siano sorte nel corso degli anni numerose stazioni sciistiche: da Artesina, Prato Nevoso e Frabosa Soprana (oggi riunite nel Mondolé Ski) a San Giacomo di Roburent, da Lurisia Monte Pigna a Garessio 2000 e Viola Saint Grée, passando per le località ospitanti variegati  tracciati per lo sci nordico, come Upega, Ormea Cantarana, Roccaforte Mondovì e soprattutto Chiusa Pesio – San Bartolomeo. Se da un lato, però, la vicinanza al Mar Ligure garantisce un apporto nivo-pluviometrico degno di nota, dall’altro influenza il clima di questo territorio anche durante la stagione estiva (con nebbie molto frequenti e temporali localmente intensi) e mitiga parimenti le temperature durante tutto l’arco dell’anno. La Valle Tanaro soprattutto risente più di ogni altra degli sbuffi caldi di origine marittima e diverge quindi abbastanza dai versanti settentrionali monregalesi, tanto dal punto di vista nivometrico quanto dal punto di vista termico.
Estremizzazioni e contrasti climatici rendono in definitiva le Alpi Liguri una terra dal grande fascino, custode tra le altre cose di una biodiversità floristica con pochi eguali sull’intero arco alpino. Per gli escursionisti estivi che ne vogliono ammirare le peculiarità più caratterizzanti, un semplice e umile consiglio: in virtù della morfologia carsica che non agevola l’orientamento, in caso di nebbia evitate gli itinerari più impervi e non allontanatevi dai tracciati segnalati con apposite tacche!


                                                                                                                                                           [Prosegue – Il clima delle Alpi Marittime]
Gabriele Gallo (vicepresidente)
Ass. Onlus Meteo Network

 

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