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Clima Alpi Marittime (2)

Argentera Chiotas blogIn base alla già citata Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino del 2005, le Alpi Marittime si estendono dal Colle di Tenda al Colle della Maddalena, comprendendo in particolare la sinistra idrografica della Valle Vermenagna e la destra idrografica della Valle Stura. Analogamente alle Alpi Liguri poi, rappresentano anch’esse un importante ostacolo orografico per le umide correnti meridionali che spirano in direzione della Pianura Padana, così costrette a condensarsi nel tentativo di oltrepassarle. Ne conseguono allora medie pluviometriche discretamente abbondanti e di poco inferiori ai 2000mm annui, specie sui contrafforti della Rocca dell’Abisso, sul trittico montuoso Gelàs – ClapierMaledìa e sulla serra dell’Argentera, acme altitudinale dell’intera sottosezione con i suoi 3297m di quota.

Leggermente più riparate dal flusso umido per mere questioni geografiche, risultano invece le asperità dell’alta Valle Stura, dove la pluviometria complessiva non supera anche ad alte quote i 1300/1500mm all’anno. Come gran parte dell’arco alpino occidentale, anche questi territori presentano poi una distribuzione precipitativa bimodale, con i picchi maggiori concentrati quindi tra autunno e primavera.

In virtù della minor esposizione alle miti correnti marine e grazie alle altitudini più elevate, le Alpi Marittime conservano inoltre i glacionevati più meridionali dell’intero arco alpino, tali da spingersi proprio in prossimità del Monte Clapier ad appena quaranta chilometri in linea d’aria dalla Costa Azzurra.

Tale peculiarità sottintende altresì una nevosità media abbondante a tutte le quote: in base ai dati dell’Arpa Piemonte, infatti, è possibile stimare che ai 960m di Entracque cadano ogni anno 275cm di neve, che diventano oltre 670 di media storica presso la Diga del Chiotas a 2010m di altitudine (negli ultimi 14 anni, invece, la cumulata annua del Chiotas è di 745cm, ndr).

A differenza infine di ciò che accade nelle limitrofe Alpi Liguri, durante i mesi estivi (pur non mancando rovesci e temporali localmente intensi e grandigeni, soprattutto tra le Valli Gesso e Vermenagna), le fitte nebbie sono meno frequenti e colpiscono soprattutto le asperità poste sul canale di risalita umido della Valle Roja. L’alta Valle Stura si contraddistingue dal resto della sottosezione anche in questo caso: risultando infatti meno aperta alla pianura e meno esposta ai flussi umidi marini, si rivela meno soggetta a nebbie, foschie e nubi di calore estive.


                                                                                                                                                 [Prosegue – Il clima delle Alpi Cozie Meridionali]
Gabriele Gallo (vicepresidente)
Ass. Onlus Meteo Network

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