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Riconoscere le nubi per comprendere i cambiamenti del tempo – Parte seconda

grafico nubiStratus (St): strato nuvoloso basso, grigio e uniforme che interessa spesso le medie e basse vallate alpine durante i mesi invernali in concomitanza con l’inversione termica. Le vette sono quasi sempre libere e soleggiate. Non dà origine a precipitazioni degne di nota se non a pioviggini localizzate.

Cumulus (Cu): nube individuale, tipica dei processi convettivi dell’atmosfera. La base è tendenzialmente piatta, mentre la parte superiore ricorda un cavolfiore. Suddiviso ulteriormente in tre categorie: Cu humilis (con estensione orizzontale maggiore di quella verticale); Cu mediocris (con estensioni orizzontali e verticali simili), Cu congestus, con estensione verticale decisamente superiore a quella orizzontale. Essendo sintomo di instabilità, può dare origine a rovesci o temporali localizzati e forti, ma non finché i suoi bordi rimangono ben visibili.

Cumulunimbus (Cb): nube del genere Cumulus di grandi dimensioni, formata da diverse torri che rappresentano le diverse termiche che si spingono verso l’altro. La sua parte superiore è sfumata, poiché composta prevalentemente da particelle di ghiaccio, che si estendono in orizzontale quando incontrano la barriera della tropopausa (Cb capillatus). É sempre sinonimo di rovesci temporaleschi di forte intensità con eventuali fenomeni grandigeni associati.

Nimbostratus (Ns): è simile allo Stratus, ma presenta uno spessore decisamente superiore. Per definizione è accompagnato da precipitazioni più o meno forti.

 

   A corredo della suddivisione presentata in questi due articoli, si consideri in definitiva quanto segue: le nubi stratificate (Cirrostratus e Altostratus ad esempio) sono mediamente indicatrici di bel tempo; viceversa le nubi con sviluppo verticale o un semplice  Altocumulus già presente al primo mattino, sono prodromi di instabilità atmosferica e di un probabile guasto importante del tempo. In tal senso di fondamentale importanza può divenire anche l’osservazione della rapidità di crescita verticale di una nuvola o la sua velocità di spostamento. Anche la semplice foschia, inoltre, può trasformarsi in un importante segnale meteorologico: una sua diminuzione prelude infatti ad un’analoga contrazione dell’umidità e, di conseguenza, ad una maggior stabilità dell’aria; un suo repentino aumento, viceversa, potrebbe anticipare un marcato peggioramento atmosferico. A prescindere dal grado di conoscenze empiriche maturate, comunque, in fase di pianificazione risulta fondamentale consultare i bollettini meteorologici emessi dagli organi preposti, rinunciando eventualmente all’escursione programmata, nel caso di previsione di tempo avverso.

                                                                                                                                                          

Gabriele Gallo (vicepresidente)                                                                                                      
Ass. Onlus Meteo Network                 

 vai a Riconoscere le nubi - PARTE PRIMA

                                           (Immagini Wikipedia)

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