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La biodiversità floristica delle Alpi Sudoccidentali

stazione botanicaNelle scorse settimane si è già fatto accenno alla caratteristica posizione geografica occupata da una parte delle Alpi Cuneesi, elegantemente incastonata tra la Pianura Padana e il Mar Ligure. Proprio da questa particolare ubicazione, discendono tra le altre cose le condizioni climatiche piuttosto inusuali che interessano le Alpi Liguri e le Alpi Marittime, con regimi nivometrici abbondanti ma temperature medie relativamente miti.

Un connubio (quello tra geografia, clima e geologia) che è tuttavia alla base dell’eccezionale tasso di biodiversità floristica che si registra tra il massiccio del Marguareis e quello dell’Argentera, sedi non a caso del Parco Naturale del Marguareis appunto e del Parco Naturale delle Alpi Marittime, oggi riuniti sotto un unico ente di gestione. Tra i due areali, infatti, è possibile riscontrare circa 1492 specie vegetali differenti, pari a quasi un quarto dell’intera flora censita in Italia, a testimonianza dell’altissimo patrimonio naturalistico custodito dalle nostre montagne.

Accanto alle specie tipiche dell’areale alpino medio (e come tali rintracciabili altresì in altri territori analoghi), ciò che merita di essere evidenziato è però l’alto tasso di endemismi, cioè di specie vegetali esistenti solo in questa zona e non riscontrabili in nessun’altra parte del mondo. In tal senso nelle Alpi Marittime si possono contare ben nove endemismi ristretti, tra cui la Potentilla valderia, la Silene cordifolia, la Viola valderia, la Primula allionii e, soprattutto, la Saxifraga florulenta Moretti.

 Divenuta negli anni il simbolo botanico delle Alpi Marittime e popolarmente conosciuta con l’epiteto di Sassifraga dell’Argentera, questa rara pianta erbacea perenne deve la sua etimologia al particolare habitat di crescita (dal lat. saxum = sasso e frango = rompo), sviluppandosi in effetti su rupi e pareti rocciose. Ciò che più la contraddistingue, tuttavia, è il ciclo vitale: in quanto monocarpica infatti, produce fiori e frutti una sola volta nella vita ogni 30-75 anni, per poi morire a fruttificazione avvenuta. Il Parco Naturale del Marguareis è invece da anni all’avanguardia nazionale negli studi botanici, custodendo tra il resto il Centro per la Biodiversità Vegetale, costituito da una biblioteca, un erbario e un database floristico-vegetazionale con oltre 70.000 dati inseriti.

Recentemente rinnovate grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, sono degne di essere qui menzionate, infine, anche le Stazioni Botaniche Danilo Re e Burnat-Bicknell poste nei pressi del Rifugio Garelli, atte proprio a preservare le specie endemiche delle Alpi Sudoccidentali e a sensibilizzare i turisti sulla loro esistenza e sulla loro biologia.                                                   

Gabriele Gallo (vicepresidente)                                                       Immagini Wikipedia
Ass. Onlus Meteo Network

                                                                                                            

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