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L’autunno in Val Maira

i colori dellautunnoA guardarla con gli occhi del fotografo (amatoriale!) l’autunno è decisamente la mia stagione preferita. Con gli occhi dell’escursionista, meno... l’inverno si avvicina e lo confesso, non lo amo particolarmente. Ma preferisco godermi quello che ho piuttosto che lamentarmi per quello che mi aspetta, quindi anche quest’anno sono deciso a godermi i colori dell’autunno!
Il meteo non è stato troppo clemente, in effetti: pioggia e temperature piuttosto basse cui per fortuna hanno fatto da contraltare poche splendide giornate di sole. Indovinarle non era facile, ma ogni tanto mi è capitato.

Ed è cosi che la scorsa settimana mi ritrovo a percorrere una tappa dei Percorsi Occitani, in Val Maira, da San Michele di Prazzo a Elva. Si tratta di una delle mie escursioni per metà di piacere e per metà di lavoro: devo fare il rilievo della tappa per il prossimo libro cui sto lavorando. Ma si tratta pur sempre di un lavoro piacevole.

La partenza è a San Michele di Prazzo, proprio presso la parrocchiale. Salgo a monte del paese e poi mi inerpico subito su un ripido sentiero nel bosco fitto fino a ritrovare la stradina asfaltata che serve alcune delle molte borgate del comune di Prazzo. Percorro la strada per poco, perché mi infilo subito tra le case di Allemandi. Attraverso la graziosissima borgata e continuo a salire su una sorta di pista inerbita; questa mi conduce su una più ampia strada sterrata, che prosegue la sua salita quasi rettilinea verso nord nord-ovest. Quando la strada svolta a destra per il Colle Conciuffre, proseguo innanzi su una altrettanto comoda pista a fondo naturale.
Muoversi su carrarecce è spesso piuttosto noioso per l’escursionista, ma non in questo caso: bellissimi lariceti e panorami che vanno man mano aprendosi sul Monte Chersogno non lasciano indifferenti e, anzi, poter incedere senza dover guardare i propri scarponi ad ogni passo fa quasi apprezzare il trovarsi a camminare su una rotabile.
La pista riceve da sinistra il sentiero proveniente da Ussolo via Castiglione e poi transita poco a valle del Colle San Michele, raggiunto in un paio di minuti su un ampio sentiero.


Ah già, dimenticavo: l’autunno... doveva essere il protagonista della storia.
Il cielo azzurro, macchiato da qualche impertinente nuvoletta, le pareti dirupate del Chersogno, grigie, incappucciate dalle prime bianchissime spruzzate di neve. Poi i larici, in quota già ingialliti e   via via più verdi man mano che lo sguardo si abbassa verso il fondo del vallone. I primi alpeggi, in mezzo a prati dal colore indefinito, tra il giallo e il verde. Le borgate, circondate da una tavolozza di  ciliegi, faggi, aceri, arbusti multicolori. La luce bassa all’orizzonte, l’aria frizzante ma trasparente, il sole ancora tiepido. Eccolo, l’autunno, il protagonista della giornata.
Ma rischia di farsi tardi: devo arrivare a Elva, poi tornare indietro. E in autunno le giornate si accorciano.

Quindi torniamo al Colle San Michele. Più che un valico è una sorta di spalla su una lunga dorsale, tant’è che una volta superatolo si continua a salire, con un panoramico traverso affacciato sulla conca di Elva. Un bivio non troppo segnalato mi lascia perplesso qualche istante di troppo, poi decisa la direzione da seguire mi tuffo in una ripida discesa all’interno di uno splendido lariceto. La discesa termina proprio sotto le poche case di Chiosso superiore, addossate e incastrate tra loro, la praticità elevata quasi a forma d’arte. Da qui scendo a Chiosso di mezzo e inferiore, poi proseguo lungo la strada fino a borgata Serre. Degli arcinoti affreschi di Hans Clemer nella parrocchiale di Elva non parlo, lo hanno fatto già in tanti, e più qualificati di me.

L’autunno mi ha distratto fin troppo, trattenendomi a scattare fotografie quasi ad ogni passo. Sconto l’aver goduto di così bei panorami al rientro, quando a testa bassa mi impegno a non arrivare col buio. Questo non mi impedisce però di fermarmi a guardare il sole che scompare dietro le vette: un attimo fugace di colori incredibili e di raggi di luce che si allungano nella valle. Decido di raccontarlo al telefono ad una amica rimasta in città: sarebbe troppo egoistico non condividere certi attimi.


Roberto Pockaj,
Accompagnatore naturalistico
www.alpicuneesi.it

 

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