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Un lago dimenticato e misterioso

lago 1Nonostante siano ormai anni che girovaghiamo sui monti e nelle vallate del cuneese, rimango sempre colpito e affascinato da quanto questi luoghi continuino a offrire e a stupire. Riescono a mantenere in noi l'entusiasmo di un bambino alle prime uscite, di quando si apre un mondo tutto nuovo e fa scattare dentro di noi quella voglia di vedere e andare oltre. Ebbene, queste montagne sanno ancora regalarti queste emozioni perché, quando pensi che ormai non abbiano più segreti da svelare..scopri invece che hanno sempre qualche perla chiusa in un cassetto!

Circa un anno fa o poco più, stavamo girovagando sui monti del vallone di Riofreddo, vallata secondaria della bellissima Valle Stura. Eravamo intenti a eseguire il giro ad anello dei conosciuti laghi Martel, Nero e Aver.. quando la nostra attenzione è stata attirata da una vallata  solitaria alla base della Testa delle Novelle, proprio di fronte a noi.(dx orografica del vallone di rio freddo).Non so perché ma ci aveva subito ispirato e incuriosito. Era chiaro che si trattasse di una vallata poco frequentata e isolata anche perché, come ben sanno chi frequenta queste zone, non vi è alcun cartello o traccia evidente che vi conduca. Avendo un ottimo punto di osservazione c'eravamo già fatti un'idea sul percorso da seguire il giorno che ci saremmo stati, non sapevamo quando…ma di sicuro saremmo andati!Finalmente, un anno dopo, arriva l’occasione..e come ogni gita che si rispetti, con la cartina alla mano, volevamo osservare più attentamente la  nostra destinazione per capire in quali luoghi ci potesse condurre questo itinerario..,quali cose poteva offrire. Solo in questo momento colpì la nostra attenzione la presenza di un lago senza nome, situato in un angolo nascosto a monte della vallata.. Una piacevole sorpresa che alimentò in noi la voglia di andare.

 

Lago 2Cosi, decisi meta e itinerario, zaino in spalla e via..Lasciata la macchina presso Forest  Nola, a quota 1455 circa, ci siamo diretti verso il rifugio Malinvern seguendo la comoda carrareccia. Giunti al Gias la Grotta (1700 mt), si abbandona la comoda sterrata e, attraversato il Rio Freddo (portandoci sul lato dx orografico dell’ omonima vallata), diamo inizio a questo insolito itinerario prendendo quota al meglio su per il prato... Subito non si riconoscono evidenti segni di passaggio o tracce ma, quasi al confine con il bosco ci si ritrova su un sentiero dall’aspetto abbandonato. Semi nascosto dall'erba alta si volge a sinistra lasciandosi alle spalle il Rio Paur. Inoltrati nella bellissima pineta, il sentiero diventa più evidente ma cmq, in ogni caso, rimane chiaro sia poco frequentato. Si prende quota velocemente e, dopo alcuni tornanti e un piacevole traverso, si giunge al termine della pineta delimitata dal Rio di Pan Perdù. (scopriremo solo in un secondo tempo che questa traccia è la via di salita per la Rocca Pan Perdù, (deviazione a metà pineta, ometto sulla dx), e per la Testa delle Novelle). A questo punto, entrati alla base del selvaggio vallone, la traccia va via via a perdersi  spesso e gli ometti sono rari se non inesistenti costringendoci a una salita talvolta improvvisata.. 

Sfruttando un po’ il sentiero e un po’ il buonsenso si comincia a prendere quota al meglio affiancando sulla sx il Rio di Pan Perdù (senso di marcia). Il vallone si presenta selvaggio e affascinante come ce lo eravamo immaginati e ci si rende subito conto di quanto sia solitario questo luogo! Scavalcate due balze, circa a metà vallone, si nota un bel laghetto..non grande ma comunque molto suggestivo! Abbandonato il lago sulla dx, l’itinerario prosegue scavalcando un terzo dosso e, poco dopo, si giunge alla base di una pietraia che segna l’inizio dello sconvolto vallone superiore. A questo punto si abbandona il sentiero (in questo tratto un po’ più evidente) che prosegue in direzione della  Testa delle Novelle e con fatica si risale sulla dx la ripida pietraia di rocce stabili. Giunti nuovamente su un altro ripiano, si aggira sulla dx l’ultimo dosso passando, sempre su rocce, alla base del contrafforte ovest. Con percorso verso sx, diretti alla base della Rocca Pertusà (2714 mt) e Rocca Rotonda (2740 mt) si arriva finalmente a destinazione.

Un fantastico lago senza nome, incassato fra le rocce a circa 2500 mt di altitudine, un luogo severo e isolato ma proprio per questo affascinante e suggestivo..Con immenso piacere notiamo che quest' angolo di pace appare immacolato e privo di “ricordini” da parte di escursionisti “distratti” e ci auguriamo rimanga tale!
Il ritorno risulterà più semplice in quanto, ridiscesi dalla pietraia, il sentiero sarà più visibile e individuabile.

Grey Bear

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