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La neve del 2015

 

Battifollo 6 02 2015Ci apprestiamo a concludere in questi giorni uno dei mesi di dicembre più secchi e miti degli ultimi anni, preceduto dal novembre più caldo della storia recente ed inserito non a caso all’interno di un anno (il 2015) considerato il più caldo a livello mondiale dall’inizio delle rilevazioni meteorologiche moderne. Chi ha deciso così di avventurarsi proprio nelle ultime settimane in escursioni montane più o meno varie, avrà riscontrato una penuria di neve ad alta quota anomala e preoccupante, con versanti brulli e spelacchiati fino a 3000m di quota.

Una magra consolazione per gli amanti dell’escursionismo, che si stanno ancora dilettando su itinerari impensabili per il periodo, ma una sofferenza senza eguali per gli sciatori, gli scialpinisti e per la natura in generale, anch’essa spiazzata da siffatti tepori, prolungati ed intensi.  Ma se termicamente il 2015 verrà allora ricordato per il caldo anomalo diluito un po’ in tutte le stagioni (come dimenticarsi, tra le altre cose, i bollori di luglio, ndr), a livello nivometrico cosa ci ha riservato questa annata così bizzarra? Si è già detto della totale carenza di manto nevoso degli ultimi due mesi, con episodi perturbati di stampo invernale riscontrabili solo il 23 novembre (con una breve nevicata coreografica su Cuneo e Mondovì e circa 10/15cm oltre i 1000m di quota, specie nelle vallate monregalesi) e il 7 dicembre, con un’esigua precipitazione nevosa  al di sopra dei 1500m di altitudine.

 

Prato Nevoso 15 03 2015Molto più generoso, paradossalmente, è stato invece il mese di ottobre, con nevicate moderate soprattutto tra la Valle Stura e la Valle Varaita il giorno 28 e precipitazioni nevose molto abbondanti addirittura tre settimane prima, con oltre 40cm di fresca ai 1761m del Rifugio Mondovì in alta Valle Ellero tra l’1 e il 2. Procedendo a ritroso nel tempo, l’ultima nevicata degna di nota in media montagna della scorsa stagione la ritroviamo tra il 21 e il 22 maggio, con 15cm ai 2.000m circa della Diga del Chiotas in Valle Gesso.

Avaro di episodi freddi e quindi di apporti nivometrici consistenti il mese di aprile (da segnalare una sola nevicata moderata tra il 5 e il 6), mentre particolarmente generoso è stato l’intero mese di marzo: una copiosa nevicata tra il 15 e il 17 con apporti fino in pianura ed un’analoga sequenza nevosa importante sui monti tra il 22 e il 26. Se è stato infine gennaio a regalare la prima vera nevicata in pianura il 22 del mese (con una quindicina di centimetri tra Mondovì, Cuneo e Boves e circa mezzo metro in quota), lo scettro di mese più nevoso è tuttavia spettato a febbraio, capace di regalare una nevicata abbondante sull’intero territorio (76 i centimetri caduti ad esempio nel capoluogo provinciale, dati  Arpa Piemonte) dipanatasi tra il 4 e il 7 e parzialmente replicatasi oltre i 1000m il 16. Un anno, il 2015, contrassegnato insomma da estremizzazioni nivometriche in un senso e nell’altro, alle quali forse dovremmo ormai abituarci sempre di più.

Vedremo se il 2016 vorrà compensare in qualche modo l’assoluta carenza nevosa che interessa i nostri monti da almeno sessanta giorni; nell’attesa, giungano a tutti voi i miei più sinceri auguri di buon anno nuovo!

Gabriele Gallo (vicepresidente)                                                       Immagini: Gabriele Gallo
Ass. Onlus Meteo Network                                                                               Prato Nevoso Ski

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