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Finalmente la neve!

Valle Pesio 2Ci sono voluti ben tre mesi (interrotti solo qua e là da qualche sporadica nevicata sulle vallate al confine con la Francia) per assistere alla prima vera nevicata di stagione sulle Alpi Cuneesi e porre così fine ad un periodo siccitoso che destava ormai profonda preoccupazione tra gli addetti al settore. Era il mese di ottobre, infatti, quando l’ultima perturbazione atlantica scaricò su tutta la provincia di Cuneo piogge e nevicate diffuse, a quote fin basse per il periodo. Da allora, però, più nulla, se non una flebile spruzzata a fine novembre ed una altrettanto esigua nevicata ai primi di dicembre.

Poi solamente un dominio incontrastato dell’ormai noto anticiclone subtropicale, che ha di fatto schermato buona parte d’Europa, impedendo ai flussi perturbati di interessare il nostro arco alpino. Un primo sussulto a metà gennaio, con nevicate abbondanti oltralpe prima e sugli Appennini poi, quindi una nuova temporanea pausa, interrottasi finalmente come detto lo scorso 7 febbraio, quando un’onda perturbata atlantica più convinta delle precedenti, è riuscita a scalfire il muro alto pressorio, apportando precipitazioni moderate su buona parte del Nord Italia.

Valle Pesio 1

Ben colpite, questa volta, le vallate cuneesi meridionali, dove le piogge e le nevicate hanno insistito particolarmente a lungo, in virtù di un minimo barico sottovento posizionatosi temporaneamente sul Golfo Ligure. I primi fiocchi hanno cominciato a cadere nella notte tra sabato e domenica oltre i 1200/1300m di quota, per poi spingersi fin verso il fondovalle, interessando addirittura Cuneo, Mondovì e Ceva soprattutto. Una nevicata costante nell’intensità, che ha risollevato il morale degli operatori turistici, ponendo parimenti fine ai molti focolari sparsi ancora attivi sulle vallate più occidentali.

 Un cinquantina mediamente i centimetri caduti oltre i 1000/1200m di altitudine, qualcosa in più solo nella zona di Limone Piemonte (62cm a Limonetto, ndr), particolarmente esposta a questo tipo di correnti. Una domenica dal sapore invernale, insomma, che se da un lato ha rovinato molte sfilate carnevalesche, dall’altro ha contribuito a sfumare i profili di molte località di montagna e collina, con freschi e candidi coriandoli. Una boccata d’ossigeno per le riserve idriche, per il comparto sciistico e per la salubrità dell’aria, che potrebbe tra le altre cose non rimanere un fuoco di paglia: i modelli meteorologici, infatti, parrebbero intravedere una nuova fase di maltempo per il 15/16 febbraio, preceduta comunque da altre due perturbazioni, attive specialmente oltralpe e sulle creste di confine. Un mese di febbraio che ancora una volta tenterà di compensare quanto non realizzato dai suoi predecessori quindi, sulla falsariga di quanto già avvenuto nel 2012 e nel 2015.

Gabriele Gallo (vicepresidente)                                                    
Ass. Onlus Meteo Network

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