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L’Osservatorio della Bisalta

LosservatorioSulla Bisalta, o Monte Besimauda, non dico nulla, visto che si tratta di una delle montagne più note, almeno nella parte meridionale della provincia di Cuneo.
Che alle pendici della Bisalta, a sfruttare lo scarso inquinamento luminoso presente in Valle Pesio, sia stato costruito un osservatorio astronomico, è anche questa cosa abbastanza nota.
L’osservatorio si trova a Sella Morteis, è in gestione all’Associazione asftrofili Bisalta, ed è comodamente raggiungibile da Pradeboni, e precisamente dalla località Le Meschie.
Una comoda strada sterrata, ed eventualmente un sentiero che evita i tornanti della strada, sono sicuramente le due vie più brevi per salire all’osservatorio.

Decisamente meno nota e meno frequentata è la via d’accesso che parte dal fondo della Valle Pesio, da San Bartolomeo di Chiusa di Pesio.
Si tratta di un itinerario (abbastanza) segnalato, che tuttavia nella sua parte iniziale si snoda in una matassa di piste forestali, sentieri e mulattiere, con bivi e incroci quasi ad ogni passo. Ok, forse sto esagerando un pochino, ma se volete mettere alla prova la vostra capacità di leggere una carta escursionistica, questo è un itinerario che si presta allo scopo.

 nei pressi di Tetto CiccioniCome al solito, devo fare una precisazione che implica anche una pubblicità gratuita: l’unica carta che riporta correttamente la succitata matassa – e che consente quindi anche di districarla abbastanza bene – è la carta n.16 di Fraternali editore, in scala 1:25.000.
Bene, finita la pubblicità passiamo al percorso. Per la partenza neanche la carta Fraternali aiuta: salendo in direzione della Certosa, più o meno a metà di San Bartolomeo si trova sulla destra una viuzza segnalata dal cartello “Garuci, segue numerazione” (cartello però visibile solo per chi attraversa l’abitato in senso opposto, cioè scendendo dalla Certosa) . La si imbocca, scovando poi proprio dietro al civico n.159 la palina escursionistica che segnala l'inizio vero e proprio del sentiero. Si sale fino ad un grosso pilone, poco oltre il quale una palina manda a destra per Tetto Ciccioni.
Seguendo le tacche segnavia si incrocia una pista ma si continua a salire su sentiero nel castagneto.

Se vi distraete e mancate qualche deviazione, avete buone possibilità di finire verso borgata Paglietta, e di trovare qualche altra palina che vi rimanda – per altra via - nella direzione di Ciccioni.
Le foglie occultano un po’ la traccia ma, almeno per chi sale, i segnavia sono abbastanza visibili (ricordatevi la strada, perché se vi voltate indietro non vedrete nemmeno un segnavia...). Giunti a Ciccioni, si attraversano le case riattate e si prosegue su una sorta di mulattiera fino ad incrociare un’altra pista forestale. A destra per poco, poi a sinistra su un sentierino segnalato solo da un bollo rosso su un ramo, che porta a Bric Ciccioni. Anche in questo caso, se mancate il bivio, avrete una seconda opportunità poco oltre.

La matassa qui di fatto termina. La salita prosegue su sentiero evidente, quasi sempre vicino al crinale, e i bivi si diradano (per un tratto, a dire il vero, dopo le Stalle Ciccioni, dal sentiero principale si stacca a destra una meno evidente scorciatoia, ma poi le due alternative si ricongiungono, quindi potete scegliere a piacere). Quando ci si immette su una pista forestale, proprio ove termina, si continua su mulattiera, tenendosi a destra all’ultimo bivio in grado di generare dubbi. Raggiungere la Sella Morteis e l’Osservatorio a questo punto è un gioco da ragazzi.
Vedere le stelle di giorno è difficile, ma il panorama terrestre è comunque notevole: dalla vicina Bisalta, al Marguareis lì di fronte, a una buona fetta di pianura alle spalle.

Roberto Pockaj,
Accompagnatore naturalistico
www.alpicuneesi.it

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