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Victor de Cessole, il Signore delle Marittime

Victor de Cessole 1Sono ovviamente molti coloro che nel corso dei secoli si sono cimentati nell’ascesa delle principali vette dell’arco alpino cuneese. Dapprima semplici pastori o abitanti locali, poi nobili che si dedicavano alla pratica dell’alpinismo per diletto e per gloria, quindi professionisti veri e propri, quasi sempre di nazionalità straniera.

Tra questi, ad esempio, merita di essere qui ricordato il celebre scalatore statunitense William Auguste Coolidge, artefice tra le altre cose della prima ascensione al Monte Matto (14 agosto 1879) e al Monte Argentera (18 agosto 1879), della prima risalita seppur parziale del temibile Canalone di Lourousa (18 agosto 1879) e della prima ascesa della parete nord del Monviso (28 luglio 1881).

Rimanendo tuttavia nell’areale orografico delle Alpi Marittime, un ruolo fondamentale nella divulgazione editoriale e culturale del territorio e nell’esplorazione alpinistica dello stesso, lo ebbe tal Victor Spitalieri De Cessole, da molti soprannominato non a caso “Il Signore delle Marittime”. Nato a Nizza nel 1859 da una famiglia particolarmente agiata, il Cavaliere De Cessole si avvicinò alla montagna ormai trentenne, su consiglio, pare, del proprio medico, che lo convinse ad esplorare le terre alte per fuggire dall’ipocondria che spesso lo assillava. Uomo colto ed erudito, dopo essersi iscritto al Club Alpino Francese nel 1889, cominciò a confrontarsi con le principali asperità che circondavano la città di Nizza, dapprima concentrandosi sui versanti francesi, poi dedicandosi anche ai territori d’oltralpe.

 

Victor de Cessole 2Quasi sempre in compagnia delle guide Jean Plent di Saint Martin Vésubie e Andrea Ghigo di Valdieri, De Cessole affrontò quindi le montagne delle Marittime tanto in inverno quanto in estate, vincendo la Maledìa, il Gelàs, la Cima di Cougourda, l’Asta Sottana, l’Asta Soprana, il Dragonet, l’Argentera  e il Canalone di Lourousa e conquistando per la prima volta in invernale la Cima di Nasta, il Brocan e la Cima del Mercantour. L’acme alpinistico dell’intera carriera però, lo raggiunse il 22 agosto del 1903, vincendo la parete sudovest del Corno Stella (ritenuta fino ad allora inaccessibile) e superando così il cosiddetto Mauvais pas, valutato di IV grado e improteggibile.

Divenuto Presidente del C. A. F. nel 1900, Victor de Cessole si impegnò poi nella valorizzazione dell’arco alpino nizzardo, promuovendo ad esempio la costruzione del Rifugio Nizza e del Rifugio di Rabuons. Attento filantropo animato da curiosità scientifiche e umanistiche, realizzò altresì una cinquantina di pubblicazioni, tra cui relazioni tecniche di ascensioni ed escursioni, scritti di toponomastica e saggi di botanica e geologia. In occasione dell’Anno Internazionale della Montagna, il Conseil Général des Alpes Maritimes ha infine organizzato, nel 2002, un’apposita mostra a lui dedicata, dal titolo “Victor de Cessole, un photographe dans les Alpes”, che ha fatto tappa, tra gli altri, anche a Cuneo nelle sale di Palazzo San Giovanni.

Gabriele Galllo (vicepresidente)                                                     
Ass. Onlus Meteo Network

Foto 1: Victor de Cessole sulla cima del Caire de la Madone, di fronte al Gelas (ottobre 1915)

Foto 2: Il cavaliere Victor de Cessole, sullo sfondo il Gelas (agosto 1915)

www.victordecessole.org

 

 

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