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Le Cappelle Sistine delle Alpi

e054f42Che i nostri vicini francesi siano decisamente più abili a promuovere le emergenze del loro territorio è direi risaputo. Poco importa sentir spesso dire che qui in Italia ci son così tanti beni da tutelare e promuovere che non si possono promuovere tutti...
E quindi, nel piccolo (senza offesa) del G-Blog, a fare un po’ di promozione ci proviamo.

L’argomento non è certo uno di quelli in cui sono più ferrato (ammesso ve ne siano...): parliamo di opere d’arte e affreschi. Ma non di seppur pregevoli affreschi dipinti da qualche “pintore” su qualche pilone votivo... no, qui parliamo nientemeno che della “Cappella Sistina delle Alpi”!
Che prima di passare nel novero dei territori d’oltralpe (siamo a circa quattro chilometri da La Brigue, in Val Roya) al termine della seconda guerra mondiale, in realtà era nota solamente come Santuario di Nostra Signora del Fontano (o del Fontan), denominazione decisamente più prosaica e meno turistica.

D’altra parte di turismo si parlava poco all’epoca della sua costruzione: fonti scritte menzionano  una cappella già nel 1375, ma è probabile che le origini siano ancora antecedenti.
Il “fontano” nel toponimo fa riferimento a sette sorgenti (le fontane), sette polle d’acqua cui nel tempo sono state attribuite proprietà miracolose: le polle possono improvvisamente arrestarsi, cambiare temperatura, sapore e, si dice sia accaduto una volta il giorno di Natale, anche trasformarsi in vino!
Ma al di là di tradizioni e leggende, quello che ha reso famoso il santuario è il ciclo di affreschi che lo adorna. Ben 320 mq di affreschi, un capolavoro frutto di due pittori piemontesi: Giovanni Baleison di Demonte e Giovanni Canavesio di Pinerolo.

Il primo decora l’abside, raffigurando la vita della Vergine Maria; il secondo affresca la navata con 26 scene della vita di Cristo ed un grandioso Giudizio Universale sulla parete d’ingresso prospiciente l’altare. Ed è proprio quest’opera che ha fruttato alla chiesetta l’appellativo di “Cappella Sistina delle Alpi”. Gli amanti delle coincidenze non potranno non sobbalzare leggendo la data riportata sugli affreschi del Canavesio: 12 ottobre 1492, stesso giorno della scoperta dell’America!
Ma perché ho intitolato questo post “al plurale”, Le Cappelle Sistine delle Alpi?

 

Beh perché se Notre Dame des Fontaines (ora che è in Francia è giusto chiamarla alla francese) è molto conosciuta oltre confine e, tutto sommato, piuttosto conosciuta anche qui nelle zone del cuneese vicine al confine, sono decisamente meno conosciute altre splendide cappelle che hanno avuto la sorte di restare in territorio italiano. Ne cito un paio: Santa Maria degli Angeli ad Apricale e San Bernardo a Pigna, entrambi centri della non lontana Val Nervia.
Volete saperne di più? Basta andare sui siti web dei rispettivi comuni. E se siete troppo pigri, vi risparmio la fatica e riporto le informazioni qui sotto.
Questo è quanto dedica il Comune di Apricale al suo gioiello: «la chiesa fortezza della madonna degli angeli risalente all’anno 1000, trasformata in edificio di culto nel ‘400, totalmente affrescata in cicli che vanno dal ‘400 al ‘700» (www.apricale.org).
Non va meglio a Pigna: «all’origine, la chiesa di San Bernardo, la cui costruzione comincia tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento forse sopra un edificio anteriore, occupava un’ubicazione strategica circondata da uliveti coltivati: sorge su una area [bla bla] viandanti [bla bla] comunicazione [bla bla] pesce salato [bla bla]. All'esterno della chiesa si può godere il tipico panorama del luogo: a sinistra le campagne coltivate a fasce e muretti di pietra secca (pietra secca??, n.d.r.), a destra, troneggia il monte Toraggio [bla bla]» (www.comune.pigna.im.it). Che gli affreschi di Pigna siano attribuiti a tal Giovanni Canavesio, lo stesso maestro che lavorò alla “Cappella Sistina della Alpi”, nemmeno menzione (ma foto, almeno quelle, sul sito ci sono...).
Vi lascio allora godere di queste bellezze per ora solo in fotografia, nella speranza vi venga voglia di visitarle di persona. Solo un dettaglio. Nelle foto non vi dico a che cappella si riferiscono, anche se ovviamente sono delle “Cappelle Sistine delle Alpi” qui citate. Cappelle che, almeno in questo post, godranno tutte della stessa fama!

Roberto Pockaj,
Accompagnatore naturalistico
www.alpicuneesi.it

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