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Niente pietre al Concerto di Ferragosto!

e207f15“E’ vietato portare sul luogo del concerto: borse e zaini grandi, bombolette spray, bevande alcooliche di gradazione superiore a 20°, bevande contenute in lattine, bottiglie di vetro, borracce di metallo o bottiglie di plastica più grandi di 0,5 litri, animali privi di guinzaglio e museruola, bastoni per selfie e treppiedi, ombrelli e aste, droni e aeroplani telecomandati.
Vietati anche trombette da stadio, armi, materiali esplosivi, fuochi d’artificio, fumogeni, razzi di segnalazione, pietre, catene, coltelli o altri oggetti da punta o da taglio, sostanze stupefacenti, veleni, sostanze nocive e materiale infiammabile. Previsti luoghi di filtraggio con controlli di sicurezza.”

Le recenti disposizioni in materia di sicurezza sui grandi eventi erano state sufficienti a dissuadermi dal partecipare al classico concerto ferragostano, quest’anno in programma all’Alpe Gavo tra Artesina e Prato Nevoso.
Non perché sia contrario alle norme di sicurezza, quanto per l’assurdità del copia-e-incolla normativo che, applicato a questo particolare evento e alla sua sede, dimostra quanto ormai i nostri cervelli siano obnubilati dalla burocrazia. Nessuna modifica, presumo, nessun adattamento delle norme alla situazione contingente.

 

Avremmo potuto superare i controlli di sicurezza con i nostri bastoncini da trekking, ma non con i bastoni per selfie. Avremmo dovuto rinunciare al digestivo di “Genzianella”, magari preparata con cura dal vicino di casa (e chi vi scrive è un astemio). Avremmo dovuto rischiare la denuncia per maltrattamento di animali, tenendo i cani con la museruola e impedendo loro di lasciar penzolare la lingua, unico modo di rinfrescarsi un poco nella calura di questa torrida estate. Nulla da fare anche per i razzi di segnalazione, utili quando si perde la moglie nella marea di gente che assiste all’evento, costringendo il malcapitato a ricorrere ad un annuncio all’altoparlante per ritrovare la dolce metà dispersa (fatto realmente avvenuto). Panini e salami già rigorosamente affettati, per mancanza di coltelli. Niente mantelle o felpe – le previsioni per fortuna non sembravano renderle necessarie – perché non entrano negli zaini piccoli. Ma soprattutto niente pietre da lanciare in caso di disappunto verso i maestri dell’orchestra, non considerando forse che, in montagna, rinvenire qualche pietra qua e là non è da considerarsi evento eccezionale. E via discorrendo.

Insomma, una gita in montagna equiparata ad uno spettacolo in discoteca.
Eppure, forse per mancanza di risorse economiche per dispiegare un simile apparato di sicurezza, forse (come spero e sono convinto) per buonsenso tenuto nascosto per non contravvenire alle normative, tutto questo non è avvenuto. E sono grato alla bimbetta dei miei vicini che mi ha convinto ad andare ad assistere al concerto.
I paventati “luoghi di filtraggio” non si sono visti. I bastoncini da trekking circolavano liberamente assieme ai cani senza museruola e, sono certo, il mercato nero delle boccette di Genzianella e Genepì è stato fiorente.
Il palco era protetto solamente da due o tre “gorilla” e circondato da un invalicabile nastro di plastica colorato a strisce bianche e rosse. La strada sterrata che portava alla conca sbarrata da un’auto della protezione civile posta di traverso, per fermare eventuali assalitori che intendessero precipitarsi sulla folla in prima ridotta, vista la pendenza del terreno.
Il maggior rischio corso dagli spettatori, ma solo nelle vicinanze del palco, è stata la “giraffa” della RAI, che roteava freneticamente sopra le loro teste e, a dire il vero, disturbava non poco la visione dell’orchestra.

Quindi festeggiamo insieme la felice riuscita del 37° Concerto di Ferragosto, e la vittoria del buonsenso sulla burocrazia, con plauso agli organizzatori e un caloroso ringraziamento all’impeccabile orchestra Bruni.
E se a qualche imbecille, nelle prossime edizioni, verrà in mente di mettersi a tirare pietre, i divieti imposti ci garantiranno almeno si tratterà esclusivamente di pietre locali, a km.0, il cui utilizzo non contribuirà ad aumentare le emissioni di gas serra.

Roberto Pockaj,
Accompagnatore naturalistico
www.alpicuneesi.it

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