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Il Fiume più lungo d’Italia

e165f73Premessa n.1: mi addentro in una materia nella quale non mi definirei certo un esperto…
Premessa n.2: onestamente non ho particolarmente a cuore la gara a stabilire quale sia il fiume più lungo d’Italia, convinto che quale ne fosse l’esito la mia vita ne sarebbe influenzata meno che marginalmente; ma è un giochino divertente scaturito da svariate letture sull’argomento…
Premessa n.3: il Torrente Negrone si trova in alta Val Tanaro e raccoglie le acque dei Valloni di Upega e Carnino.
Premessa n.4: chi vuole intervenire sull’argomento è invitato a farlo che la mia curiosità è impaziente...

Dunque entriamo nel merito. Dal Torrente Negrone ha origine il fiume più lungo d'Italia? Si, no, forse.
Facciamo un passo indietro, un passo lungo 100.000 anni... A quell'epoca il Tanaro, dopo aver aggirato le Alpi (come peraltro fa ancor oggi) volgeva a nord ovest e puntava verso l'attuale Torino. Nel suo ampio bacino raccoglieva sia corsi d'acqua minori, come il Belbo, sia altri di maggiori dimensioni, come la Stura di Demonte. Uno dei suoi affluenti di sinistra, il Po, confluiva nel Tanaro presso Carmagnola, ed in quel punto il Fiume Tanaro era assai più lungo ed ampio del Fiume Po.

Circa 80.00 anni fa, il sollevamento delle Langhe e l'abbassamento della pianura attorno ad Alessandria, portò i piccoli corsi d'acqua che ivi scorrevano ad aumentare la loro pendenza e, di conseguenza, la loro capacità di erosione regressiva (in senso opposto allo scorrimento dell'acqua). Uno di questi torrenti tagliò letteralmente le tenere rocce delle Langhe, presentandosi nel bacino del Tanaro ed avvicinandosi al grande fiume. Il Tanaro, il cui alveo si trovava ad una quota maggiore, forse nel corso di una grande piena, ruppe infine l'ultimo lembo di terra che lo separava dal torrente "invasore" e, con una imponente e fragorosa cascata, si tuffò nel nuovo piccolo alveo, cambiando il suo corso originario. Il re era stato detronizzato, il fiume "catturato", come si dice in gergo.
Il Tanaro iniziò a scavare un ampio bacino attraverso le Langhe, e il Po, rimasto orfano, pian piano prese coraggio e assunse il ruolo che fu del Tanaro. Privato di parte del suo bacino idrografico originario, il Tanaro confluisce oggi nel Po nella pianura di Alessandria e, per dimensioni e portata, è giustamente considerato un affluente del Po e non viceversa.

tanaroE qui entra in gioco, indirettamente, il Torrente Negrone. Infatti, sembra che mere misurazioni chilometriche (dalla sorgente del Torrente Negrone alla confluenza nel Po) lascino ancora al Tanaro il titolo - non riconosciuto - del fiume più lungo d'Italia, nonostante la cattura ne abbia abbreviato il corso. Il titolo riconosciuto invece, almeno per ora, resta saldamente nelle mani del Po.
Ma è sempre stato così? Padus e Bodincus, chi erano costoro? In realtà erano uno stesso soggetto, un fiume per l'esattezza. E un fiume piuttosto grosso, tanto che ad esso le popolazioni liguri avevano attribuito il nome di Bodincus, "fondo profondo", senza fondo, dalla profondità ignota. Per le popolazioni galliche questo grande fiume era il Padus, nome la cui origine potrebbe derivare dagli abeti, Pades per i Galli, che ne circondavano le sorgenti.

Il nome odierno Po potrebbe derivare dalla contrazione di Bodincus (Podincus) in Pod e infine Po. Ma non è questo il punto. Praticamente tutte le fonti concordano nell'attribuire le due denominazioni allo stesso corso d'acqua: quindi Padus nel suo basso corso, e Bodincus nel tratto a monte. Assumendo che i liguri non abitassero ai piedi del Monviso, c'è da supporre che il fiume Padus dei Galli avesse la sorgente nel territorio dei Liguri; e un fiume di tale portata non poteva essere altri che il Tanaro, che evidentemente rivestiva un ruolo preminente rispetto all'attuale Po.
E' dunque possibile che la memoria storica abbia tenuto traccia del fenomeno della cattura del Tanaro? O semplicemente la sorgente del Po è stata "collocata" ai piedi del Monviso solo in epoche assai recenti, mentre prima si riteneva fosse in Val Tanaro? Non sarò certo io a sbilanciarmi.

D'altra parte, è verosimile che in futuro, nell'arco di qualche breve istante (in termini geologici) il Fiume Belbo decida di catturare il Tanaro, accorciandone ulteriormente il corso e ponendo fine una volta per tutte alla questione dell'attribuzione dello scettro di fiume più lungo d'Italia...

Bibliografia:
Francesco Nicolli - Della etimologia dei nomi di Luogo delli stati ducali di Parma Piacenza e Guastalla per provare l'antichita' de' Luoghi degli stati medesimi, dissertazione, Volume 1 - Tipografia Giuseppe Tedeschi, 1833
Augusto Biancotti - Le metamorfosi della terra. Come acqua, aria e fuoco plasmano il volto del nostro pianeta - Giunti editore, 1995

Roberto Pockaj,
Accompagnatore naturalistico
www.alpicuneesi.it

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