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La battaglia della Cima dei Termini

d198f11Ancora una volta queste righe prendono spunto dalla curiosità. Una foto, tanto è bastato per farmi mettere alla ricerca di notizie su fatti accaduti oltre due secoli fa.
Ma procediamo con ordine. La foto in questione riguarda Pian Robert, tra la Valle Casotto e la Valle Corsaglia, dove il Comune di Roburent e il GAL Mongioie hanno collocato una installazione, sagome in metallo a grandezza naturale di soldati e pezzi d’artiglieria, che ricorda fatti d’armi della fine del Settecento.

Il pannello esplicativo posizionato in loco (sempre in base alle foto trovate in rete) in realtà esplicava ben poco, e così decido di scoprire qualcosa di più.
Il potere di Internet non finisce mai di stupirmi: anche se un po' a fatica, senza uscire di casa, riesco a mettere le mani (digitali) su una carta militare del 1795, e su due testi della seconda metà dell’Ottocento che descrivono la prima guerra rivoluzionaria.

A questo punto scorrazzo sulle foto aeree della zona (sempre Internet…) e, con qualche stupore, rinvengo ancora ben evidenti alcuni dei trinceramenti settecenteschi descritti nella carta militare.
Si può dunque ipotizzare la linea del fronte nell’estate del 1795…
I Francesi erano trincerati sulla displuviale Antoroto - Pizzo d'Ormea, con ridotte alla Punta dei Termini, alla Cima Ferrarine e alla Cima Ciuaiera (allora nota come Cima Garassin), e con pezzi di artiglieria su due modeste elevazioni quotate 2202 e 1964, situate tra il Monte Baussetti e la Colla dei Termini, nella zona oggi nota come Zottazzo soprano (chiamata all'epoca Plateu de Termini dai Francesi e La Coera dai Piemontesi).

 

blog bisPer canto loro i Piemontesi avevano le ridotte sul Monte Baussetti e la Cima Robert, assai poco distanti da quelle francesi.
Per capire gli accadimenti, entrano in gioco le narrazioni dei due libri dell’Ottocento. Nell’estate del 1795, raccontano, la guerra versava in una sorta di stallo da quasi due anni, e gli Austro-Piemontesi decidono di passare all’offensiva.
Il 25 giugno, i granatieri al comando del Marchese di Bellegarde assaltano la Colla dei Termini. Le batterie al Monte Baussetti danneggiano gli affusti e rendono inservibili due pezzi francesi, ma non il terzo, fuori dalla loro gittata, sicché il Bellegarde, anche per il mancato supporto di altre due colonne avvisate in ritardo dell'operazione, si vede costretto a ripiegare. Durante l'assalto al Plateu de Termini, difeso da tre balze rocciose a semicerchio, i soldati Piemontesi conquistano la prima balza e si lanciano all'assalto della seconda, tra le grida e gli applausi cavallereschi dei Francesi, ammirati da quell'audace - ma ritenuto impossibile - tentativo.

Il 27 giugno, al comando del generale De La Tour, 2000 uomini e 2 cannoni assaltano ancora il Colle dei Termini, difeso da 5 battaglioni francesi. Il De La Tour riesce a portare un battaglione oltre il colle, fino a Cascine, ma l'arrivo di due pezzi d'artiglieria francesi lo fa ripiegare.
Il terzo tentativo ha luogo il 5 luglio: al comando di Latour, Montafia e Solaro, tre colonne con 1000 uomini e due pezzi di artiglieria ciascuna puntano ancora il Colle dei Termini; Bellegarde e 1500 uomini tentano di forzare il Col d'Inferno (ora Colla Bassa) e altri 600 vengono impegnati in un diversivo a Viozene. Ma a parte furibondi scontri, le posizioni sul campo non mutano, e la notte spegne le ostilità.
Solo per dovere di cronaca, a rompere lo stallo e chiudere la guerra, ci penserà il generale Napoleone Bonaparte nel 1796...

Chissà se la ricostruzione da storico dilettante – oltretutto con serie difficoltà a leggere testi in francese! - è vicina o no alla realtà dei fatti. La mia curiosità comunque si ritiene già più che soddisfatta.
Alla fine del lavoro, piuttosto lungo e qui riassunto in poche righe, un altro dubbio però mi attanaglia. La foto che ha scatenato il tutto, vista ora con occhi diversi, sembra mostrare la sagoma del cannone posizionata in una ridotta piemontese e puntata non già in direzione delle postazioni francesi ma verso le linee amiche... Che l’abbiano messa al contrario?
Mi riservo un sopralluogo di persona al disgelo per provare a dare risposta anche all’ultimo mio dilemma. Ma se, nel frattempo, qualche storico serio volesse farsi avanti, ne sarei ben lieto!

Roberto Pockaj,
Accompagnatore naturalistico
www.alpicuneesi.it

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