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I Laghi di Roburent

e235f71Ricordo che la prima volta che sono salito ai Laghi di Roburent, temo ben più di vent’anni fa, sono rimasto colpito dai resti dei terrazzamenti che si trovano alle spalle dell’abitato di Argentera: sono stati costruiti su poggi rocciosi che sono essi stessi, a loro volta, terrazzi appesi sopra al fondovalle.

Dubito ci sia qualcuno che ignori dove si trovano i Laghi di Roburent, ma nel dubbio ricordo che siamo in alta Valle Stura di Demonte, piuttosto vicini al confine francese.
Il sentiero di cui parlo oggi è quindi di quelli piuttosto noti. Tuttavia, la stagione in cui le greggi al pascolo su questi alpeggi tornano a valle, e in cui i primi venti freddi ricordano che l’inverno non è poi così lontano, credo sia il momento ideale per una escursione a questi bellissimi laghi.

E dunque partiamo, almeno virtualmente se proprio non ve la sentite di sfidare le temperature autunnali, dai pressi del cimitero di Argentera.
Le paline – invero piuttosto malandate – vi farebbero partire a fianco della Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo: ma siccome di fronte al cimitero si trova un piccolo posteggio, tanto vale incominciare da qui.

Passati davanti al camposanto e sfilati alle spalle della parrocchiale, si torna subito sul sentiero “ufficiale”. Resta ancora da svoltare a destra (altra palina artigianale) per trovarsi sul sentiero vero e proprio. Da qui in effetti ci sono poche occasioni per sbagliare percorso; inoltre, la salita assai ripida lascia tutto il tempo per guardarsi intorno e non farsi scappare i segnavia bianco-rossi. Giunti alla “Tinetta”, una bella sella prativa, si accede al Vallone di Roburent. Qui si rifiata un po’, con un lungo tratto pianeggiante.
Gli ampi pascoli spiegano la frequentazione di questi luoghi da parti di numerosissimi capi di bestiame nel periodo estivo. Il sentiero passa un gias di recente costruzione e poi, quasi inaspettatamente, si sposta sul lato opposto del vallone, pure perdendo un po' della quota faticosamente guadagnata.

Incomincia ora la parte più spettacolare dell’escursione: dopo aver risalito un ampio canale compare il Lago inferiore di Roburent, primo di tre ampi specchi d’acqua disposti quasi in fila indiana. Una breve impennata porta al Lago mediano, poco distante.
Ma il vero gioiello è il maggiore dei tre laghi, il Lago superiore. Lo si raggiunge con un incantevole percorso, e ci accoglie con le sue verdi sponde prative. La sua forma a “ferro ci cavallo” lo rende unico, con una vera e propria penisola che si allunga verso il centro dell’azzurro specchio d’acqua. I prati che lo circondano permettono a ciascuno di scegliere il posto preferito per la meritata sosta e il giusto relax. Ed in estate, a dire il vero, il lago è letteralmente circondato da schiere di escursionisti…

L’amenità del luogo non era sfuggita nemmeno ai militari, che costruirono qui decine di trune (edifici in pietra, seminterrati, con la volta a botte), come ripari e ricoveri per la truppa. Di tanto lavoro restano di fatto solo le basi dei muri perimetrali, che consentono però di apprezzare quanto questo “villaggio” in quota fosse esteso.
Per chi ha ancora voglia di camminare, con un pizzico di sforzo in più che vi consiglio di fare, il panorama migliora ancora: salendo infatti al Colle di Roburent appare in tutta la sua bellezza il torrione roccioso che fa da quinta al lago, mentre sullo sfondo si stagliano le cime delle Alpi Maritime. Vista la stagione, potreste trovarle già imbiancate dalle prime spruzzate di neve autunnale.
Sul lato francese del colle appare il Lago dell’Oronaye e, chicca nella chicca, il bel termine di confine che si trova proprio sul valico: porta incisi da un lato il giglio di Francia, dall’altro la croce sabauda, riconducibile alla risistemazione dei confini che ebbe luogo negli anni ‘20 dell’Ottocento.

Roberto Pockaj,
Accompagnatore naturalistico
www.alpicuneesi.it

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